Genzano Social Forum
Documento di adesione
Cosa vogliamo
Lo scenario mondiale è uno scenario pieno di
profonde ingiustizie. Il 20% della popolazione mondiale -quella
dei Paesi a capitalismo avanzato- consuma l'83% delle risorse
planetarie; 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione
e un miliardo e 300 milioni di persone hanno meno di un dollaro
al giorno per vivere: È uno scenario che peggiora continuamente,
e che diviene, di fatto, il difficile terreno di lotta per tutte quelle
Organizzazioni che da tempo lavorano per affermare -con metodi e priorità
differenti - principi di giustizia sociale, di solidarietà e
di uno sviluppo equo e sostenibile.
Dobbiamo contribuire insieme a far conoscere a tutti le differenti
progettualità che si esprimono nelle azioni di cooperazione internazionale,
di tutela ambientale, di valorizzazione dei diritti di cittadinanza e dei
lavoratori, di promozione di modelli economici etici e solidali, di sviluppo
di forme di convivenza multietniche e di scambio interculturale, di affermazione
dei principi della pace e di lotta alle ingiustizie delle organizzazioni
della società civile. Tutto il portato di queste esperienze deve essere
un fattore di crescita per la società: essa deve essere pienamente
coinvolta in un percorso che veda svilupparsi iniziative di sensibilizzazione
e denuncia su questa inaccettabile situazione.
È necessario costruire un nuovo modo di pensare che sappia
rispondere a quei modelli culturali dominanti che -passando per una crescente
disgregazione sociale- impongono comportamenti che impediscono anche il
solo immaginarsi una società migliore. Un mondo diverso è
invece possibile! Questo deve essere il senso della sfida da trasmettere
ai cittadini.
Gli Organismi sovranazionali, su cui si stanno concentrando le attenzioni
di un movimento internazionale crescente, non potranno più decidere
senza tener conto di una popolazione sempre più attenta e cosciente
che chiede processi democratici certi e nuovi orizzonti di giustizia sociale
ed economica. Anche perché le ricette portate avanti finora da questi
Organimi sovranazionali non fanno che aumentare la forbice tra ricchi
e poveri, il degrado ambientale (vedi o.g.m. e mucca pazza), l'esautoramento
delle istituzioni democraticamente elette, le privatizzazioni selvagge, la
flessibilizzazione dei posti di lavoro: tutto questo perché la logica
dominante è esclusivamente quella del profitto e degli interessi
delle grandi multinazionali.
Patto di lavoro
Per tutto questo, i singoli aderenti e le organizzazioni firmatarie
si impegnano in un patto di lavoro comune che preveda di:
- attivarsi pienamente per la sensibilizzazione della cittadinanza
attorno ai temi che rappresentano il portato specifico di lavoro di
ciascuna componente, rispettando anche modalità e percorsi
autonomi;
- chiedere alle Pubbliche Amministrazioni locali e nazionali che
siano garantiti ampi spazi per tutta la società civile per
l'espressione di attività, progetti e manifestazioni che si
potranno organizzare.
E soprattutto che il diritto a manifestare le proprie idee non subisca
restrizioni immotivate, tutelando pienamente i diritti alla libertà
di opinione, organizzazione e manifestazione, contemplati dalla nostra
Costituzione e anche dalla stessa Carta dei cittadini e delle cittadine
europei, che richiama, almeno formalmente:
- i principi di solidarietà e equità, che comportano
la ricusazione di qualsiasi forma di esclusione;
- il principio di eguaglianza per tutti, che presuppone il rifiuto
di qualsiasi forma di discriminazione;
- la libertà di opinione e di organizzazione, che contempla
una particolare tutela delle procedure partecipative e delle forme associative;
- coordinarsi al fine di favorire il massimo passaggio di informazioni
e di rendere più efficaci le iniziative da programmare.
- rispettare tutte le forme di espressione, di manifestazione e
di azioni dirette pacifiche e non violente dichiarate in forma pubblica
e trasparente.
Attraverso questo documento, i singoli e le Organizzazioni firmatarie
lanciano un appello a tutti i cittadini, a tutte le Organizzazioni e a tutte
le Reti interessate per ritrovarsi, in tempi brevi, in un appuntamento unitario,
sia per coordinare al meglio le energie e le proposte, sia per avviare
un percorso di confronto con il mondo della ricerca, della politica e di
quei soggetti in grado di far perseguire al meglio gli obiettivi sopra indicati.
È necessario avviare tra le diverse realtà del nostro
territorio un percorso comune, dove ci si organizzi per un'opposizione
a questo tipo di globalizzazione anche sul piano locale. Tale strategia
si potrebbe riassumere sinteticamente nello slogan: pensare globalmente,
agire localmente.
Bisogna cominciare a dire no a chi finora ci ha propinato una modernizzazione
e uno sviluppo ingiusti e scriteriati, impegnandoci a promuovere sul serio,
anche e soprattutto nel nostro territorio, la sovranità popolare
e democratica, lo sviluppo umano, le azioni di cooperazione internazionale,
modelli economici etici e solidali, nonché lo sviluppo di forme
di convivenza multietnica, arginando coloro che vorrebbero solo la crescente
e selvaggia liberalizzazione dei capitali e delle merci, senza peraltro
permettere un'analoga e libera circolazione delle donne, degli uomini e
delle idee, a spese dei più elementari diritti dell'Umanità:
un altro mondo è possibile!
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